Il riscaldamento rappresenta la parte più importante del consumo energetico in un’abitazione. Scegliere un impianto di riscaldamento adeguato si basa su criteri tecnici precisi: livello di isolamento dell’edificio, fonte di energia disponibile e quadro normativo vigente. Questi tre parametri determinano sia il comfort termico ottenuto che il costo di gestione a lungo termine.
Soglia di 79 gCO₂/kWh: cosa cambia la normativa per il riscaldamento nuovo
Dal 1° gennaio 2027, un decreto vieta l’installazione di caldaie a gas nelle nuove abitazioni. Il testo stabilisce un soglia di 79 gCO₂eq/kWh di energia finale per gli impianti di riscaldamento, raffreddamento e acqua calda sanitaria in costruzione nuova.
Questa soglia esclude di fatto il gas naturale a favore di soluzioni meno inquinanti: pompa di calore, geotermia, biomassa, solare termico o collegamento a una rete di calore. Il calendario si inasprisce progressivamente, con un’estensione agli edifici pubblici nel 2028, e poi a tutte le nuove costruzioni nel 2030.
Per il parco esistente, la situazione è diversa. L’installazione o la sostituzione di una caldaia a gas rimane legale, ma nessun aiuto finanziario supporta più questo tipo di impianto. MaPrimeRénov’ e i certificati di risparmio energetico orientano ora le famiglie verso sistemi decarbonizzati. Confrontando l’impianto proposto da Aireo Chauffage, si osserva che le gamme attuali riflettono questa transizione verso tecnologie compatibili con i requisiti normativi.

Isolamento dell’edificio e dimensionamento: il prerequisito spesso trascurato
Un sistema di riscaldamento performante installato in un’abitazione mal isolata spreca una parte considerevole dell’energia prodotta. Prima di scegliere tra una pompa di calore e una stufa a legna, la questione da risolvere riguarda le dispersioni termiche dell’edificio.
Il diagnosi di prestazione energetica (DPE) fornisce una prima indicazione. Un’abitazione classificata F o G necessita di lavori di isolamento (soffitte, muri, finestre) prima di qualsiasi riflessione sul generatore di calore. Installare una pompa di calore in una casa a dispersione termica equivale a sovradimensionare l’apparecchio, il che aumenta l’usura e la bolletta.
Il dimensionamento si calcola in base alla superficie abitabile, all’altezza del soffitto, alla zona climatica e al livello di isolamento. Un apparecchio sottodimensionato funziona continuamente senza raggiungere la temperatura impostata. Un apparecchio sovradimensionato effettua cicli brevi che riducono la sua durata di vita.
- In ristrutturazione leggera (isolamento parziale, sostituzione della caldaia), una caldaia a biomassa o una pompa di calore aria-acqua coprono la maggior parte dei bisogni correnti.
- In ristrutturazione pesante (isolamento completo delle pareti e cambio di serramenti), i bisogni di riscaldamento calano al punto da rendere viabile un sistema a bassa temperatura come il pavimento riscaldato idraulico.
- In costruzione nuova soggetta alla soglia di 79 g, la pompa di calore (aria-acqua o geotermica) diventa la soluzione standard, a volte abbinata a solare termico per la produzione di acqua calda sanitaria.
Pompa di calore, legna, geotermia: confrontare le fonti di energia sul giusto criterio
La maggior parte degli articoli comparativi classifica i sistemi per tipo (elettrico, gas, legna, pompa di calore). Questo approccio maschera un criterio più discriminante: il costo globale su quindici anni, che integra l’investimento iniziale, il consumo annuale e la manutenzione.
La pompa di calore aria-acqua presenta un costo di installazione più elevato rispetto a un radiatore elettrico, ma il suo consumo in funzionamento è nettamente inferiore grazie al suo coefficiente di prestazione. Per ogni kilowattora elettrico consumato, restituisce diversi kilowattora di calore estraendo calorie dall’aria esterna.
Il riscaldamento a legna (stufa a legna o a pellet) rimane competitivo in zona rurale dove l’approvvigionamento è locale. Il costo del combustibile varia a seconda della regione e della disponibilità della risorsa. Una stufa a pellet automatizzata offre un comfort d’uso simile a una caldaia classica, con un ricarico meno frequente rispetto a una stufa a legna.
La geotermia utilizza il calore del suolo tramite sensori interrati. Il suo rendimento rimane stabile indipendentemente dalla temperatura esterna, a differenza delle pompe di calore aereotermiche il cui rendimento diminuisce con il grande freddo. Il principale freno rimane il costo dei fori, che rende questa soluzione pertinente soprattutto per le nuove costruzioni con un terreno sufficiente.

Aiuti finanziari per il riscaldamento nel 2026: MaPrimeRénov’ e pompe di calore certificate
Dal 1° settembre 2026, nuove regole disciplinano gli aiuti per l’installazione di pompe di calore. Solo i modelli presenti in un elenco ufficiale di pompe di calore certificate danno diritto a MaPrimeRénov’. Questo elenco mira a garantire un livello minimo di prestazione ed escludere gli impianti di qualità insufficiente.
MaPrimeRénov’ finanzia una parte dell’investimento in base ai redditi della famiglia e al risparmio energetico atteso. I certificati di risparmio energetico completano il dispositivo. Al contrario, le caldaie a gas e a gasolio sono escluse da qualsiasi meccanismo di aiuto, il che amplifica il divario di redditività a favore dei sistemi decarbonizzati.
Prima di firmare un preventivo, verificare che l’installatore sia certificato RGE (Riconosciuto garante dell’ambiente) condiziona l’accesso a questi aiuti. Un preventivo firmato prima della convalida del dossier di aiuto può comportare un rifiuto di copertura.
La scelta di un impianto di riscaldamento si basa su tre assi che non cambiano: l’isolamento comanda il dimensionamento, la normativa orienta le energie disponibili e gli aiuti finanziari pesano sull’equazione economica. Un’abitazione ben isolata, dotata di un sistema correttamente dimensionato ed idoneo ai dispositivi vigenti, rimane la combinazione più affidabile per controllare sia il comfort che la bolletta.



